Kanom Jakk: Thai rice flour snack

Segure in Italiano.
While I was in Bangkok a few months ago, after I attended a cooking class and I was waiting to go to Vietnam to eat and yet cooking ( here you will find some reports 1 2 3 4 ). Path, a friend from Bangkok, and I decided to take a break from the city, at least for her, I was on holidays. The plan was to reach Koh Larn, a little island easily reachable from Pattaya. To reach Koh Larn form the city, it takes a couple of hours driving, plus a 20 min speedboat from Pattaya pier. On the way to the pier we stopped in one of the service areas along the road.There we found many vendors selling snacks people passing by. Thailand, as the majority of the countries of the South East Asia area, is rich of this kind of “quick fix”.  From fruit to local snacks, to take away items; Thailand is full of snacks to be eaten at any time and in any situation of the day. If you will ever have the chance to enter in a Thai office on every desk you will see packs of snacks of any sort and colour. If in the past those items were made with local somehow healthy ingredients; nowadays, with the taking over of the market by big corporations either Thai or from overseas, the “snack culture” is becoming a problem. Obesity, especially in the younger generation, is only one issue related to the consumption of “modern” snacks. Also one of the major problems is the large use of refined sugar to make those delicacies. In the past there was a large use of coconut, palm sugar that is now been substituted by refined sugar. Thai loves sugar and with it comes the problems.

How ever, if you are looking away from the flashy signs of modern shops like 7 11 or Family Mart you will always find some snacks that are made in the traditional way. The latest is the case of the Kanom Jakk. A mixture of glutinous rice flour, coconut and of course sugar. The “dough” is wrapped in leaves and then grilled on charcoal. The name it self means Sweet leaves.

Usually it is sold in bulks of 10/20 pieces in order to enjoy the rather small filling of the leaves at anytime during the day, or the trip as per our case; Like a candy actually.

While living in Bangkok, Kanom Jakk was also the little present that I was always bringing to the workers of the buildings where I was living in. It was just “regular” thing to do to keep the relationship in a “good shape”.

Regarding the taste as you can imagine is sweet of course, but also depending of the kind of sugar used to make them that adds another layer of flavour. There is also a little smoky touch due to the grilling process; the texture instead is gummy and sticky. What is mesmerizing instead is to look at the ladies; usually they are woman selling them, wrapping the dough in a fast, precise manner in order to avoid the filling to get burned. So next time in Thailand look for them and give it a try to those leaves.

Kanom Jakk: Snack di farina di riso Tailandese

Mentre ero a Bangkok qualche mese fa, dopo aver frequentato un corso di cucina e aspettavo di andare in Vietnam per mangiare e ancora cucinare ( qui trovate alcuni reportage 1 2 3 4 ). Path, un’amica di Bangkok, ed io abbiamo deciso di prenderci una pausa dalla città, almeno per lei, ero in vacanza. Il piano era raggiungere Koh Larn, un’isoletta facilmente raggiungibile da Pattaya. Per raggiungere Koh Larn dalla città, ci vogliono un paio d’ore di auto più 20 minuti di motoscafo dal molo di Pattaya. Sulla strada per il molo ci fermammo in una delle aree di servizio. Lì trovammo molti stand che vendevano snacks per i viaggiatori e per i passanti in generale. La Thailandia, come la maggior parte dei paesi del sud-est asiatico è ricca di “spuntini”. Dalla frutta agli snack locali, al take away la Thailandia è ricca di snack da consumare in ogni momento e in ogni situazione della giornata. Se mai avrai la possibilità di entrare in un ufficio thailandese su ogni scrivania vedrai confezioni di snacks di ogni tipo e colore. Se in passato erano confezionati usando ingredienti locali che erano in qualche modo sani; al giorno d’oggi con la conquista del mercato da parte di corporation sia thailandesi che estere, la “cultura dello snack” sta diventando un problema. L’obesità, soprattutto nelle giovani generazioni, è solo uno dei problemi legati al consumo di snack “moderni”. Oltre, ovviamente, all’ampio uso di zucchero raffinato per confezionare quelle prelibatezze. In passato c’era un largo uso del cocco, lo zucchero di palma che oggi è stato sostituito dallo zucchero raffinato. I thailandesi amano lo zucchero e con esso arrivano i problemi.

Tuttavia, se distogli lo sguardo dalle insegne appariscenti di negozi moderni come 7 11 o Family Mart, troverai sempre degli snack fatti in modo tradizionale venduti in ongi angolo. Tra questi c’e’ il Kanom Jakk. Una miscela di farina glutinosa, cocco e ovviamente zucchero. La “pasta” viene avvolta in foglie e poi grigliata su carbone. Il nome stesso significa foglie dolci.

Solitamente viene venduto in “mazzi” da 10/20 pezzi, in modo da godersi il piccolo ripieno qualsiasi momento della giornata, o del viaggio come nel nostro caso. Come una caramella insomma.

Quando vivevo a Bangkok, Kanom Jakk era anche il piccolo regalo che portavo sempre ai lavoratori degli edifici in cui vivevo. Era una cosa “normale” da fare per mantenere i rapporti in “buona forma”.

Per quanto riguarda il gusto, come puoi immaginare, è dolce ovviamente, ma dipende anche dal tipo di zucchero utilizzato, diversi tipi aggiungeranno un livello diverso di sapore.. C’è anche un piccolo tocco affumicato dovuto al processo di grigliatura; la consistenza invece è gommosa e appiccicosa. Ciò che ipnotizza invece è guardare le donne; di solito sono le donne a venderlo, che avvolgono la pasta in maniera veloce e precisa per evitare che il ripieno si bruci. Quindi la prossima volta in Tailandia cercale e prova quelle foglie.

#keepeating

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